PARROCCHIA DEL SACRO CUORE ALLA NOCE - DI SANTI LO CURCIO
La Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di via Noce, io la porto nel mio cuore. Li ho battezzato i miei due figli e, li mi sono battezzato anch'io nel lontano 1955. Abitavo in via Lancia Di Brolo, traversa di via Noce di fronte la villa Bordonaro-Gulì e dove si trova l'ospedale pediatrico Aiuto Materno.
Conosco la Chiesa molto bene per aver fatto parte, in passato del suo enturage che si occupava delle famiglie bisognose del quartiere, e per avere fatto parte della dirigenza del Centro Anziani Emmaus.
Ma quello che quì adesso voglio fare è raccontarvi l'affascinante storia di questa chiesa, fortemente voluta da un grande uomo. Padre Girolamo Giardina, che ora riposa al suo interno per l'eternità.
Padre Giardina, vide la luce il 4 ottobre 1884 a Lercara Friddi. Studiò filosofia e teologia e fu ordinato nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Con il suo impegno egli ridiede speranza e forza spirituale alla presenza francescana in Sicilia. Viene infatti ricordato come il " Padre Provinciale ". Tra le sue opere ricordiamo i " Seminari a Montevago e a Palermo ", un lavoro intensissimo nella chiesa di San Francesco d'Assisi, che riusci a far dichiarare Basilica Minore, l'organizzazione di due congressi Mariani, l'incoronazione solenne dell'Immacolata a Palermo e della Madonna delle Grazie a Montevago.
Testimonianza di mitezza evangelica, anche quando la malattia lo relegò sulla carrozzella, il suo nome è ancora oggi simbolo di passione riformatrice e missionaria.
Fù il confessore di di importanti personalità della fede e della cultura, amato dai Vescovi: Di Leo, Rizzo, Lavitrano e Ruffini.
La costruzione della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù gli fece raggiungere il suo obiettivo che era quello di dare identità alla comunità di un quartiere difficile, perchè la gente potesse ritrovare l'amore per la vita in una dimensione geografica ricca di religiosità.
Come già detto, la costruzione della chiesa fu molto impegnativa e subi parecchie interruzioni per lo più dovute alla mancanza di fondi. Padre Giardina bussava sempre alla porta di illustri benefattori e sali le scale degli uffici burocratici sperando in un aiuto dello Stato. La chiesa, seppur manifestalmente incompleta, il 4 novembre 1937, fu benedetta dal Cardinale Luigi Lavitrano.
Quasi alla fine del 1938, i muri perimetrali erano all'altezza di impianto della volta. Ma i lavori non andavano con quella celerità che avrebbe voluto Padre Giardina, che con spirito di fede vedeva in questo una disposizione amorosa del Sacro Cuore che " vuole la mia prova di completo abbandono nella sua divina Volontà ". Il Cuore di Gesù però in questo scorcio del 1938 gli riserbò una gioia semplice, ma profonda.
Il 26 novembre si tennero le Quarantore di turno nella vecchia chiesetta della Noce e Padre Giardina invitò il suo amico, Mons. Gioacchino Di Leo, per la Processione Eucaristica conclusiva. Per volontà di Padre Giardina la processione si concluse nella nuova chiesa " in mezzo alle travature sotto la volta immacolata del ciel ".
La circostanza per Padre Giardina fu come l'avveramento di un sogno e un sussulto di commozione prese il suo cuore e ne rese grazie dal profondo a quel Cuore che lo guidava per le vie, a volte oscure ma sicure.Per affrettare l'opera fin dal 21 gennaio 1939 aveva accettato l'offerta dell'ingegnere Vincenzo Marzetti per la costruzione della volta, dalla facciata all'abside.
In questa ultima fase dei lavori Padre Giardina potè constatare come le vie di Dio sono meravigliose. Dio nella sua infinita sapienza gli volle far toccare con mano che l'opera era sua e che egli provvedeva in maniera impensabile e nonostante tutte le difficoltà. Proprio nel periodo più imprevedibile, alla vigilia della guerra, una pioggia di offerte giunse a Padre Giardina.
Come un buon padre, il 5 maggio 1940, egli comunicava a tutta la Provincia la sua gioia e faceva conoscere a tutti " la tempesta di Divina Provvidenza " dalla quale era stato investito. Tra offerte private e pubbliche aveva raccolto la somma, allora non indifferente di Lire 205.000. Con animo riconowscente al Sacro Cuore, volle che in tutte le case della Provincia, con profonda profusione e gratitudine si innalzi l'inno di ringraziamento all'Altissimo, l'inno di lode e della filiale riconoscenza per tanta misericordiosa bontà. Ordinava ancora che in tutte le chiese, nella domenica successiva, si celebrasse una giornata di ringraziamento, coronata da un'ora santa dinnanzi a Gesù Sacramentato.
In un messaggio dattiloscritto, forse preparato per " Ardori Serafici "(periodico di informazione dell'ordine), ma non pubblicato, forse letto in qualche funzione religiosa, comunque siglato da sue correzioni e aggiunte, Padre giardina elevava un inno di lode e di gratitudine al Sacro Cuore per i benefici ricevuti.
Così i lavori ricominciarono, guidati e sollecitati da un fattivo collaboratore di Padre Giardina: Padre Francesco Bensaia, che praticamente dirigeva il cantiere di lavoro e si sobbarcava, nel nome di Padre Giardina, di seguire le immancabili pratiche burocratiche. Già nel luglio del 1939 in un trafiletto pubblicato da " Ardori Serafici " Padre Giardina esclamava: " Sempre Deo gratias in qualunque momento della nostra vita... oggi diciamo un Deo Gratias con un santo motivo di santa compiacenza: gli archi centrali, i principali, i più interessanti della nostra nuova chiesa...sono ultimati ".
Alla distanza di pochi mesi, nei primi del 1940 egli potè comunicare ai lettoi di " Ardori Serafici":" Il nostro Tempio, ormai terminato nella sua mole esteriore, è già coperto, mancano ancora gli intonaci, il pavimento, gli infissi ecc.
Mentre fervevano i lavori per intonacare l'esterno, il 10 aprile 1940, Padre Giardina si fece autorizzare dal Definitorio Provinciale ad acquistare alcuni parati preziosi per la chiesa; ternari, piante, stole, ostensorio, calici, reliquiari e un Crocifisso in avorio. A circa un mese di distanza poi firmava il contratto con il Prof. Biagio Gregorietti che si impegnava ad eseguire le vetrate occorrenti per la nuova chiesa, e cioè: le nove gerarchie di Angeli, due trifore nel transetto a disegno geometrico e la grande vetrata della facciata sopra l'ingresso.
Nell'agosto del 1940 faceva approntare i disegni sia dell'Altare Maggiore, eseguiti dal signor Filippo Signorino, sia dei confessionali, disegnati dal'architetto Francesco Valenti.
Successivamente, il 5 settembre 1940, commissionava al signor Gaetano Orofino i tre portoni della chiesa e le antiporte. Nella stesso tempo ordinava le confezioni dei balaustrini in ferro per i tre altari: altare maggiore e i due del transetto.
Nell'ottobre del 1940 la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù fu ultimata.
Padre Giardina morì a Palermo il 10 novembre 1948 e, come già detto le sue spoglie riposano nella chiesa da lui voluta.
Tratto dal suo libro " Il mio quartiere a Nuci " 2003